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Keration PC | PodCast

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著者: Giovanni Correddu
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概要

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エピソード
  • Il cormorano (marangone)
    2026/03/10

    Il cormorano è un grande uccelloacquatico palmato che pesca tuffandosi. Ecco come veniva chiamato nelle lingueantiche.

    Ebraico: shalàkh.

    Greco: katarràktes.

    Latino: mergulus oppure phalacrocoraxcarbo.

    Interessanti sono i significati dei nomilatini. Infatti, il nome mergulus si può tradurre anche “tuffatore”, eben descrive la sua attività di pescatore. L’altro nome latino, Phalacrocorax, ètradotto anche marangone.

    Il cormorano è piuttosto comune in Palestina,in particolare lungo la costa del Mediterraneo e anche in alcune acque internecome il Mar di Galilea. Il cormorano è imparentato con gli uccelli dellafamiglia dei pellicani.

    Di solito dal corpo allungato e dalcolore scuro, il cormorano è veloce e agile in acqua, sotto la quale nuota usandoprincipalmente le sue zampe palmate. Grazie al suo becco affilato e adunco è unbuon pescatore. Fin dall’antichità i cormorani vengono addestrati dai pescatoriorientali, in particolare in alcuni territori dell’India, per catturare pesciper i loro proprietari. Per garantire la “consegna” del pesce, i pescatorilegano una fascia piuttosto larga attorno alla gola dell’uccello per evitareche ingoi i pesci più grandi.

    Il cormorano e il suo legame con il Triveneto

    Il nome alternativo del cormorano, marangone,potrebbe far pensare subito a un cognome e a una località del Triveneto.

    Il cognome Marangon è di origine triveneta,e sembra che sia legato al termine “marangone”, che in italiano anticosignifica “carpentiere” o “costruttore di barche”; è sinonimo di “maestro d’ascia”.Quindi, deriva da un soprannome legato a questa attività artigianale, che a suavolta potrebbe essere riferito alla figura di un “costruttore” o “riparatore”,come ad esempio dei legnaioli o carpentieri navali.

    Il legame con l’uccello chiamato “marangone”è interessante, ma non necessariamente legato al cognome in modo diretto. Il marangoneè un uccello marino, che vive vicino all’acqua e spesso nei pressi di porti oambienti legati al mare. L’associazione fra il cognome e l’uccello potrebbeessere simbolica o riferirsi alla vicinanza geografica o professionale conattività legate al mare, come la pesca o la costruzione navale.

    In Provincia di Venezia, è presente unalocalità che si chiama Marango, frazione di Caorle. Il nome ha un’origine che potrebbeessere legata al dialetto veneto, dove il termine marango èprobabilmente una variante del termine marangon, che, come accennatoprima, può riferirsi a un mestiere legato alla carpenteria navale.Questo tipo di toponimo, quindi, potrebbe derivare dall’attività chestoricamente si svolgeva nella zona, come la costruzione o la riparazione diimbarcazioni, un mestiere molto legato alle aree costiere come Caorle.

    Riguardo al legame con l’uccello marangone,è possibile che il nome Marango faccia riferimento all’area di acquebasse e costiere, dove questi uccelli marini erano e sono comuni. Il marangoneè un uccello che si trova spesso in ambienti umidi e costieri, quindi il nomedella frazione potrebbe derivare da una descrizione del paesaggio naturalecircostante, che ospitava queste specie, o anche da una tradizione legata allapesca, dove il cormorano è spesso associato all’attività di pescatori.

    In sintesi, il nome Marangopotrebbe avere una doppia origine: una legata alla carpenteria navale(come indicato dal termine “marangon”) e l’altra a un elemento naturale(l’uccello cormorano) presente nelle vicinanze, in un’area tipicamente lagunaree marittima come quella di Caorle.

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  • IL CORALLO: un’avventura in fondo al mare
    2026/03/09

    Si dice “corallo” ogni deposito calcareodi alcuni organismi marini chiamati polipi. Vivendo in colonie, questeminuscole creature delle acque calde assorbono i sali di calcio dal mare,costruendo splendide strutture ramificate, simili ad arbusti, dure come lapietra. Con il tempo, le formazioni di alcuni tipi di corallo possono dareorigine a grandi barriere coralline e alle fondamenta di isole coralline.Esistono diversi colori di corallo: bianco, nero e rosso. Quest’ultimo è il piùcostoso e il più ricercato, sin dall’antichità. Un tempo, Tiro era nota per ilsuo commercio di corallo, che veniva pescato nel Mediterraneo, nel Mar Rosso enell’Oceano Indiano. Dal corallo grezzo, gli artigiani creavano artisticamentevari ornamenti molto apprezzati.

    Nonostante il pregiato valore delcorallo, conoscenza e saggezza ne superano di certo il valore.

    Il corallo in Italia

    Oggi l’Italia è l’equivalentedell’antica Tiro quanto al corallo. In particolare, la Sardegna è la Regioneprincipale in cui si raccoglie e si lavora.

    Il corallo di Alghero, noto come CoralliumRubrum o “oro rosso”, è un tesoro naturale che ha reso famosa la cittàcome “Riviera del Corallo”. Questa specie di corallo rosso mediterraneo popolai fondali marini intorno ad Alghero da secoli, ed è legata alla storia, all’economiae all’identità locale.

    Origini e leggende

    La tradizione della pesca risale almenoal XIII secolo, con un boom dal ’700 grazie alla ricchezza dei fondalialgheresi. Secondo le Metamorfosi di Ovidio, il corallo nasce dal sanguepietrificato di Medusa: al contatto con l’aria, assume rigidità e ilcaratteristico colore rosso ramificato.

    Caratteristiche del corallo

    Cresce lentamente in acque profonde(oltre 40 metri), diventando fra i più pregiati al mondo per compattezza etonalità aranciata o rosso intenso (raro l’80% aranciato). Oggi la raccolta èregolata: solo 25 giorni l’anno (maggio-ottobre), da corallari esperti conattrezzature tradizionali, per evitare la pesca distruttiva del passato.

    Lavorazione e artigianato

    Gli orafi algheresi lo tagliano conseghetti e mole per creare gioielli unici, sfruttando la sua durezza chepermette tagli precisi senza danni. È usato in collane, orecchini e monili,spesso combinato con oro o argento.

    Museo e cultura

    Il Museo del Corallo, in una VillaLiberty, racconta biologia, storia ed economia di questo simbolo, con visitevirtuali disponibili. Dal 1355, lo stemma di Alghero raffigura il corallo, graziea Pietro IV d’Aragona.

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  • Dolci, croccanti e indimenticabili
    2026/03/08

    I “Faworki” sembrano crostoli o chiacchiere. Sono lastessa cosa?

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